1. Introduzione
Alla morte di un correntista, molte banche procedono automaticamente al blocco dei conti correnti intestati al defunto, impedendo qualsiasi operazione fino alla presentazione della dichiarazione di successione o alla firma congiunta di tutti gli eredi.
Questa prassi, tuttavia, non trova un fondamento normativo ed è stata più volte criticata dalla dottrina, dalla giurisprudenza e dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF).
Il blocco indiscriminato dei rapporti bancari del de cuius può costituire inadempimento contrattuale e fonte di responsabilità risarcitoria.
2. Il principio cardine: la successione nei rapporti patrimoniali è immediata
Ai sensi dell’art. 459 c.c., l’eredità si acquista ipso iure con l’accettazione, anche tacita.
Gli eredi subentrano quindi automaticamente nella posizione giuridica del defunto, compresi i rapporti bancari.
Ne consegue che:
- la banca non è titolare di alcun potere discrezionale di sospendere i rapporti;
- gli eredi hanno diritto di ottenere informazioni, documenti e saldi;
- la dichiarazione di successione è un adempimento fiscale, non una condizione civilistica per l’accesso ai fondi.
3. Il blocco automatico del conto: una prassi illegittima
Le fonti consultate confermano che le banche, nella prassi, bloccano i conti del defunto impedendo prelievi e operazioni, pur mantenendo attivi i pagamenti in entrata e le domiciliazioni.
Tuttavia, tale comportamento è illegittimo per diverse ragioni:
3.1. Mancanza di base normativa
Nessuna norma del Testo Unico Bancario o del Codice Civile autorizza la banca a bloccare i conti del de cuius.
3.2. Violazione degli obblighi contrattuali
Il contratto di conto corrente non si estingue con la morte del correntista.
La banca deve quindi:
- custodire le somme,
- eseguire le operazioni richieste dagli eredi legittimati,
- fornire la documentazione bancaria.
3.3. Violazione del diritto degli eredi all’informazione
Gli eredi hanno diritto a conoscere:
- saldo,
- movimenti,
- eventuali prelievi sospetti prima o dopo il decesso.
Il segreto bancario non può essere opposto agli eredi.
4. Quando la banca può sospendere i rapporti
La sospensione è legittima solo in casi specifici e circoscritti:
4.1. Conflitto tra eredi
Se vi è un contenzioso formale (es. opposizione all’eredità, ricorso giudiziario), la banca può sospendere per evitare responsabilità.
4.2. Mancata identificazione degli eredi
La banca deve verificare:
- identità,
- qualità di erede,
- eventuali rinunce.
4.3. Testamento non pubblicato
Il testamento olografo deve essere pubblicato prima di procedere.
Fuori da questi casi, il blocco è ingiustificato.
5. La dichiarazione di successione: non è condizione per lo sblocco
Molte banche subordinano lo sblocco del conto alla presentazione della dichiarazione di successione.
Questa prassi è stata criticata perché:
- la dichiarazione di successione è un adempimento tributario;
- non incide sul trasferimento civilistico dei rapporti;
- non può essere utilizzata come condizione sospensiva per l’accesso ai fondi.
Le fonti confermano che gli eredi possono trovarsi bloccati anche dopo aver presentato tutta la documentazione richiesta, con ritardi ingiustificati nella liquidazione delle somme.
6. Responsabilità della banca
Il blocco illegittimo può integrare:
6.1. Inadempimento contrattuale
La banca viola gli obblighi derivanti dal contratto di conto corrente.
6.2. Responsabilità risarcitoria
Gli eredi possono chiedere il risarcimento per:
- ritardi nella liquidazione,
- impossibilità di pagare spese urgenti (funerarie, tributarie),
- danni patrimoniali e non patrimoniali.
6.3. Ricorso all’ABF
L’Arbitro Bancario Finanziario ha più volte condannato gli istituti di credito per blocchi ingiustificati, riconoscendo il diritto degli eredi a ottenere tempestivamente le somme.
7. Cosa devono fare gli eredi
Gli eredi possono richiedere alla banca:
Documenti da presentare
- certificato di morte,
- autocertificazione qualità di erede,
- eventuale testamento pubblicato,
- documento di identità e codice fiscale.
Diritti degli eredi
- ottenere saldo e movimenti,
- richiedere lo sblocco del conto,
- effettuare operazioni urgenti,
- ottenere la liquidazione delle somme.
Se la banca rifiuta:
Rimedi
- reclamo scritto,
- ricorso all’ABF,
- azione giudiziaria per inadempimento.
8. Conclusioni
Il blocco automatico dei conti correnti del de cuius è una prassi illegittima, priva di fondamento normativo e contraria ai principi della successione.
Gli eredi subentrano immediatamente nei rapporti patrimoniali del defunto e hanno diritto a ottenere informazioni e somme senza ritardi ingiustificati.
La banca che ostacola l’accesso ai fondi senza una valida ragione incorre in responsabilità contrattuale e può essere condannata al risarcimento dei danni.
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